Ma perchè serve avere un’anteprima, cosa fa di preciso l’apertura? L’apertura influenza la fotografia finale in due modi: regola la quantità di luce che colpisce il sensore e determina la profondità di campo.
Mentre la correlazione obiettivo più aperto = entra più luce è abbastanza semplice da comprendere, la profondità di campo merita qualche spiegazione in più. Essa è infatti una delle scelte più importanti della fotografia, e varia al variare dell’apertura impostata. Valori di apertura più elevati corrispondono a una maggior chiusura delle lamelle del diaframma, e quindi ad un buco PIÚ PICCOLO, che fa quindi passare MENO luce, ma garantiscono una profondità di campo MAGGIORE. Viceversa, facendo entrare più luce la profondità di campo diminuisce, rendendo molto più critica la messa a fuoco del nostro soggetto ma donando alla foto un forte effetto di “stacco” tra soggetto e sfondo, grazie agli effetti di sfocatura.
Va precisato inoltre che la profondità di campo dipende non solo dall’apertura dell’obiettivo, ma anche dalla sua lunghezza focale, dal sensore della macchina fotografica e dalla distanza del soggetto.
Vediamo qualche esempio pratico:
Soggetto abbastanza vicino, 4-5 metri di distanza, lente sufficientemente lunga da poter stringere un po’ l’inquadratura. L’apertura è la massima disponibile (numero basso) per l’obiettivo montato, in modo da avere abbastanza profondità di campo per tenere a fuoco la testa del soggetto nella sua interezza e sfocare il resto.

Qui il soggetto era più distante, l’obiettivo parecchio più lungo ed ero limitato principalmente dal dover tenere tempi di scatto rapidi per via della regola 1/lunghezza focale, o rischiare del mosso che avrebbe rovinato la foto. L’apertura è di nuovo sufficiente a garantire una buona messa a fuoco del soggetto, e contemporaneamente da sfocare prima e dopo lo stesso, in modo da non interferire con la scena.

Qui l’apertura era necessariamente molto chiusa (numero alto), in quanto stavo cercando di recuperare profondità di campo. Il soggetto era infatti molto vicino, in quanto molto piccolo, e di conseguenza la profondità di campo era di pochi millimetri! Questo è un caso limite di fotografia close-up, ma serve a rendere l’idea di quanto possa diventare effettivamente sottile l’area messa correttamente a fuoco, al punto di avere foto ravvicinate di volti con il naso perfettamente a fuoco e gli occhi sfocati.

Qui l’uso canonico dell’apertura “chiusa”, ovvero la fotografia di soggetti che vogliamo completamente a fuoco lungo tutta la foto. Obiettivo grandangolare, scatto diurno, profondità di campo completa. L’effetto dei raggi del sole è anch’esso opera dell’apertura estremamente ridotta, ed il numero di raggi visualizzato è determinato dal numero fisico delle lamelle dell’ottica.
Ricordatevi sempre della profondità di campo che avete a disposizione quando impostate l’apertura, ed in caso di dubbio siate disposti a sacrificare un po’ di stacco in favore di un po’ di margine di errore: il fuoco sbagliato è tremendo da correggere in post produzione, i risultati di solito sono abbastanza deludenti, e non vorrete trovarvi ad ottenere ritratto meraviglioso con la punta del naso perfettamente a fuoco e gli occhi leggermente velati.
Buona luce!


